Semi di incoraggiamento dalla California

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Sabato 13 luglio 2019, l'associazione Orti e Mestieri ha ricevuto, dalle mani di Silvia Ciola di Zappata Romana -

una realtà importante impegnata a mettere in connessione chi fa agricoltura urbana e sociale nella città  - il contributo in danaro in arrivo da un'organizzazione californiana che premia chi porta avanti progetti di agricoltura comunitaria.

È un assegno colorato di 50 dollari, un piccolo grande premio, per il quale Zappata Romana ci ha segnalati.

Sappiamo per esperienza come pochi euro consentano di acquistare un quantitativo di semi necessario a produrre piantine per un orto di circa 60 mq. Ci vuole un po' di tempo, le piantine spuntate dai semi in un semenzaio, poi messe a dimora, daranno infatti altri semi. Nel giro di pochi anni l'orto sarà autosufficiente.

Quindi, dedicandoci cura e la giusta pazienza, con 50 euro possiamo seminare l'autosufficienza di almeno 30 orti urbani, che non significano soltanto, se ben coltivati, circa 120/160 kg di verdure in un anno ma anche tanta condivisione, serenità, benessere. Un orto, infatti, non è solo un produttore di beni primari, ma anche uno strumento coesivo, inclusivo e, per le persone in difficoltà, un'opportunità di riscatto e riabilitazione.

Questo è il nostro modo di concepire il rapporto con la terra in un contesto urbano e sociale, ed è bello sapere che un'organizzazione così lontana (Los Gatos, California) ha creduto in noi e ci ha inviato quello che loro stessi chiamano "semi di incoraggiamento", per continuare a fare ció che abbiamo avviato.

"Communty Garden as appleseeds" è il nome dell'organizzazione, sono lontani, ma quasi sul nostro stesso parallelo! Inviano in tutto il mondo (Iran, Israele, Etiopia, Haiti...) i loro contributi e noi, incoraggiati, lo siamo davvero.

Quella di chi crede che sia vitale per il futuro della terra ricostruire i rapporti con la natura e, attraverso questi, le relazioni sociali, sta diventando una grande comunità, localmente radicata, ma anche internazionale. E noi siamo fieri di farne parte. Grazie Community Gardens!

 

125 Ultima modifica il Lunedì, 15 Luglio 2019 21:35
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Vito

Mi chiamo Vito e spesso dimentico le cose. Progetto e coltivo o forse coltivo per progettare, sinceramente non me lo ricordo più. Ricordo sempre e solo il ricordo della terra in cui sono nato. Un’amica mi chiama “Vito delle viti”, forse perché sono cresciuto fra i vigneti delle Puglie. O semplicemente mi piacciono le viti perché amo costruire panche di legno su cui raccontare storie da cui nascono rapporti che, come in una giostra, gira che ti rigira, mi riportano sempre al punto in cui tutto è iniziato: la madre terra.